Lettera aperta agli italiani di Ettore Trozzi, studente e blogger.
Carissima e carissimo,
ti scrivo dal mio
piccolo, piccolissimo, perché credo che non sia soltanto il momento
di pensare ma, anche, di scrivere e capire se in Italia sia possibile
gridare il nostro malcontento assieme. In questi ultimi anni siamo
sempre stati lasciati e relegati da soli, senza possibilità di
interagire tra di noi e ribellarci a un sistema marcio in ogni sua
componente. Lo hanno fatto perché da soli è più difficile capire
la portata degli eventi ed è quasi impossibile credere di poterli
cambiare. Lo hanno fatto perché possono disporre di (quasi) tutti i
mezzi di comunicazione: televisione, giornali, ecc, e con essi
possono decidere cosa sia importante per te e cosa no.
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