(continua dal post di ieri) Un farmacista, poi, entrò e dopo aver guardato Khaled ci disse che era già morto, così lo abbiamo coperto con un lenzuolo. L'ufficiale della Polizia arrivò dopo un po', con un camioncino, e portò via il cadavere. Dopo dieci minuti tornarono e rimisero il cadavere dove lo avevano trovato. Arrivò un ambulanza, ma l'infermiere, dopo aver visto il cadavere, non voleva portarlo via. L'ufficiale ordinò di metterlo nell'ambulanza, c'era sangue ovunque che ho dovuto pulire.
Nella prima indagine il Procuratore locale di Sidi Gaber non si prese la briga di visitare la scena del crimine e interrogò solo due testimoni scelti dalla polizia. I due riferirono che Khaled ingerì un pacchetto di droga alla vista dei poliziotti in borghese. Il legale della famiglia Said ha raccontato a HRW che il Procuratore, dopo aver ordinato una autopsia che confermò la tesi dei due testimoni, ordinò di seppellire il cadavere.
Il 12 Giugno HRW, in un incontro con il Ministro dell'Interno egiziano, non ha ricevuto risposte utili ma solo un vago "ci stiamo lavorando sopra". Nonostante ciò un comunicato stampa di quel giorno del Ministro diceva che "La verità del fatto è che due poliziotti di Sidi Gaber hanno visto Said accompagnato da un suo amico, e quando Said ha visto la polizia ha ingerito una dose si stupefacenti. Said è morto quando ha ingerito il pacchetto e questo lo ha portato alla morte".
Il comunicato diceva anche che Khaled Said era un "criminale ricercato" con due accuse a suo carico: compravendita e possedimento illegale di armi e per non aver svolto il servizio militare. Lo Zio di Said, Dr. Ali Kassem, ha detto a HRW che le accuse sono false. Khaled aveva fatto molti viaggi fuori dall'Egitto; cosa che sarebbe risultata impossibile se non avesse svolto il servizio militare obbligatorio.
"Anche se Said era incriminato di qualcosa, questo non da la licenza alla polizia di ucciderlo a sangue freddo" ha detto Stork "Il comunicato stampa del Ministero degli Interni è davvero irresponsabile e, in qualche modo, tende a giustificare la brutalità della polizia".
Il brutale omicidio è stato seguito da numerose manifestazione al Cairo e ad Alessandria, che sono state duramente represse e dove numerose persone sono state arrestate.
Il 15 Giugno un nuovo pubblico ministero ha riaperto il caso, ordinando alla polizia di riesumare il corpo e a tre diversi medici di eseguire una nuova indagine medica sul cadavere. Il pubblico ministero ha reso pubblico questo secondo risultato che indicava la causa della morte nel soffocamento di Said. Comunque, l'indagine medica fa notare come numerosi segni di violenza siano stati trovati sul cadavere della vittima e che questi ultimi sono stati causati durante il tentato arresto. (Fine traduzione dell'inchiesta HWR)
Cosa è successo dopo?
Un articolo di oggi dell'autorevole Los Angeles Times riporta che il figlio del presidente egiziano ha assicurato che la legge farà il suo corso contro l'uccisione del blogger/attivista Khaled Said. Ma ancora nessuno è dietro le sbarre. Ed è cosi che un ragazzo innocente, senza nessuna colpa, viene ucciso dalla polizia in un mondo dove ci sono tanti Carlo Giuliani.
Questo che è successo a Said Kaled fa riflettere molto, se io fossi un Palestinese, non chiederei uno stato libero di Palestina, dal momento che i paesi Arabi non rispettano minimamente i diritti umani, ma meglio uno stato federale con Israele, almeno sarei sicuro di non essere assassinato da una polizia senza controllo.
Scritto da: Bruno Liborio | giovedì, 08 luglio 2010 a 03:26 p.