26/06/2010
- Le autorità egiziane devono rapidamente investigare e accusare due
poliziotti in borghese
che numerosi testimoni hanno visto picchiare, fino alla morte, Khaled
Said,
28 anni, ad Alessandria il 6 Giugno 2010, denuncia oggi
l'organizzazione Human
Rights Watch.
Le autorità dovrebbero anche indagare i loro superiori, nonché punire l'indagine sbagliata del Pubblico Ministero il quale non si è interessato ad acquisire prove e testimonianze.
"Le fotografie e le testimonianze del volto straziato di Khaled Said sono la prova evidente che i poliziotti in borghese lo hanno picchiato ferocemente e pubblicamente" ha detto Joe Stork, direttore di HRW per il Medio Oriente e il nord Africa. "Tutte le parti coinvolte dovrebbero essere interrogate e il Pubblico Ministero dovrebbe aprire un indagine attenta verso cosa ha causato le fratture e i traumi chiaramente evidenti sul corpo della vittima".
Le foto del volto di Said deformato e provato pubblicate su internet mostrano il suo cranio fratturato, la mascella slogata, il naso rotto e numerosi altri traumi. Il fratello di Khaled, Ahmed Said, ha confermato la veridicità di queste foto a HRW.
Una indagine iniziale del procuratore locale ha concluso che Said è morto per asfissia dopo aver ingerito un pacchetto di droga. Il Procuratore ha quindi ordinato di seppellire il corpo della vittima. Ma le proteste della popolazione hanno spinto il Pubblico Ministero, di grado maggiore, ad aprire un'altra indagine. Ma il medico legale interpellato per questa seconda indagine è arrivato alla stessa conclusione della prima: morte per asfissia. I due poliziotti in borghese non sono stati sollevati dal loro incarico e devono ancora essere interrogati.
Alcuni testimoni hanno descritto a HRW come due poliziotti in borghese hanno fermato Said in un Internet café in Boubaset Street. Haitham Misbah, il figlio del proprietario dell'internet café, ha detto di aver visto i poliziotti picchiare Said:
Khalid era sulla soglia dell'Internet Café con me ed era entrato un attimo per dire ciao ad un amico. A quel punto, due poliziotti in borghese, che più tardi abbiamo capito stessero aspettando al Café sull'altro lato della strada, sono andati direttamente a chiedergli la sua carta di identità. Ho visto che gli presero le braccia e le misero dietro la sua schiena, così sono andato ad aiutarlo, ma ho visto delle pistole ed allora mi sono accorto che erano della polizia. Ho chiesto loro cosa stessero facendo, ma mi hanno risposto “Stanne fuori o chiudiamo il tuo negozio”.
Khaled stava lottando. Quindi gli hanno preso la testa e l'hanno sbattuta sul ripiano di marmo. A questo punto lo hanno spintonato fino all'ingresso del palazzo accanto. I capelli di Khaled erano un po lunghi, e ho visto loro trascinarlo per i capelli e sbattere la sua testa contro la porta di ferro del palazzo, colpendolo ripetutamente sulla faccia e sullo stomaco. Lo hanno colpito così forte che è si è lasciato andare sulle scale. Quindi lo hanno colpito trattenendolo per i capelli e per la gola. Hanno sbattuto la sua testa ripetutamente sulle scale. L'ultima cosa che Khaled ha detto è stata “Sto morendo”, ma non si sono fermati. Ho quindi sentito la moglie del portinaio urlare. Khaled non si muoveva più, ma loro continuavano a colpirlo dicendo “Credi forse di essere morto?”.
A questo punto i due poliziotti hanno chiamato un ufficiale dicendo “Basha, abbiamo un caso qui”. Un medico che passava di lì, cercò di resuscitare Khaled ma non ci riuscì. (L'inchiesta continua domani)
© Note sul copyright. L'inchiesta è stata portata avanti e scritta da Human Rights Watch. La traduzione è mia.
Che Bastardi,anche se fosse un criminale non merita questa morte cosi violenta.Mi sa tanto che il signor Kaled, era una persona tranquilla, altrimenti non si sarebbe fatto prendere cosi. Spero che le autorità egiziane facciano veramente giustizia, che questi criminali con divisa paghino per il loro crimine.
Scritto da: Bruno Liborio | giovedì, 08 luglio 2010 a 03:18 p.
Ma stai scherzando?sveglia Bruno li la vita del cittadino non merita neance 10 centissimo,è un paese polizioto e corruto, poveri quelli egiziani
Scritto da: Andrea bassan | giovedì, 29 luglio 2010 a 11:58 m.