Gli elettori austriaci hanno mandato un messaggio inequivocabile nelle elezioni presidenziali austriache, che si presentavano come un duello tra il socialdemocratico Heinz Fischer e una leader del FPOe, il partito di estrema destra austriaco, Rosenkranz. Infatti il partito della libertà tedesco ha perso numerosi voti rispetto alle Europee 2009, scendendo ad un inaspettato 13%.
La gara per la presidenza austriaca era principalmente tra due candidati, in quanto a seguito di sondaggi elettorali e di problemi nella raccolta delle firme il Partito popolare austriaco, OeVp -partito di centro destra-, aveva rinunciato a partecipare alla corsa lasciando agli elettori libertà di scelta. Un buon risultato anche per il neofondato Partito cristiano che raggiunge il 6% dei voti. Il restante 81% va alla socialdemocrazia aiutata però da un forte numero di sostegno contro la deriva che veniva giudicata "nazista".
Ad aiutare la vittoria di Fischer è stato anche internet e i Social Networks. Infatti decine di migliaia erano i gruppi contro la candidatura della Rosenkranz: la stessa candidata a risentito di questo moto di ribellione ma vani sono stati i tentativi di ritrattazioni delle sue tesi contro l'immigrazione, contro i diritti alle donne e contro l'Unione Europea.
La Rosenkranz era stata criticata anche a causa di suo marito: noto esponente di gruppi neo nazisti, editore di una rivista definita da molti giornali neonazista. (ET)
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