Oggi e domani siamo chiamati a scegliere i nostri governanti. In teoria, e forse anche in pratica, il voto è una delle massime espressioni di democrazia. Attraverso il voto, come ben saprete, si sceglie liberamente e con coscienza il partito politico, la lista civica che dovrà amministrare il nostro territorio, la nostra cultura, le nostre tasse e così via. Come diceva Platone i governanti sono lo specchio della società, e non possono far altro che rappresentarla: se la società è marcia i governanti saranno marci, altresì una società sana e intelligente avrà governanti diligenti.
Ma non è proprio così. Se è infatti vero che molti italiani si accontentano ormai di slogan facili, del leader forte e di soggetti politici populisti (e sia ben chiaro, non mi riferisco soltanto a Berlusconi), è anche vero che il sistema di informazione e di spartizione partitica dei poteri crea un meccanismo tale che decide a priori l'esito del voto. Questo sistema, che potremmo chiamare di "appalto del voto", è strutturato e si avvale di diversi mezzi per raggiungere il proprio compito:
- I soldi. Come potrete ben immaginare è decisivo per la riuscita di una buona campagna elettorale l'uso massiccio di denaro, che in questa fase viene visto come una sorta di investimento, dove l'affidabilità dello stesso viene garantita proporzionalmente alla mole di soldi spesi. Tanto per capirci meglio fonti vicine allo staff di Formigoni, candidato PdL per la Lombardia, riferiscono una spesa di 1,5 milioni di euro. Sempre nella stessa regione il PD spenderebbe per Penati Presidente sui 200.000 euro. Queste cifre però, riguardano soltanto la figura del candidato presidente. Quindi dobbiamo aggiungere le spese di tutte le liste a lui collegate, e di tutti i vari aspiranti consiglieri che arrivano a spendere fino a 300.000 euro a testa (per le liste Pdl, PD - fonte Il sole 24 ore). Il perché si spendano tutti questi soldi è ovvio: più si spende più voti si ricevono. E' una equazione semplice. E già qui la democrazia è andata a puttane. Il secondo perché è il ritorno economico. Non vorrete infatti credere che si spendano così tanti soldi per il bene del paese, vero? Possiamo affermare, quindi, che la politica dei maggiori partiti politici (Pdl, Pd, Idv, Lega...) funziona come una azienda: ad un investimento deve tornare un rendiconto- altrimenti si va in fallimento. Ovviamente con questo non voglio dire che i partiti non debbano spendere soldi per la loro campagna, è giusto però soltanto nel minimo indispensabile, in forma equa e paritaria. Quando invece i soldi sono troppi il sistema diventa marcio e il bene di tutti i cittadini non viene più contemplato.
- L'informazione. Il controllo dell'informazione è un altro fattore che contribuisce fondamentalmente a questo sistema di appalto del voto. In un paese democratico e giusto ogni soggetto che si candida a governare il paese dovrebbe godere dello stesso spazio mediatico e informativo. Uguale per tutti. Non è una Utopia e non vale il discorso "ma perché dovremmo parlare dei più piccoli?". Se non si ha la possibilità di decidere in coscienza il voto è già di per se truccato, deciso a tavolino. Ora suddividiamo tra informazione televisiva e quella della carta stampata. In televisione, lo dicono i dati dell'AGCOM, nei telegiornali, il PdL ha goduto del 67% dello spazio complessivo, il PD del 20,19%, la Lega Nord del 3,5%, l'Italia dei Valori il 4,9%, l'UDC del 5,50%, i Verdi dello 0,25%, la Federazione della Sinistra lo 0,11% e seguono gli altri. Anche il mio gatto che si chiama Hemingway e vuole soltanto mangiare capirebbe che vince chi controlla il 67% della informazione, e perde chi ha lo 0,11%. Ma ciò non vuol dire che chi controlla l'informazione televisiva faccia il bene del paese. Anzi. Per la carta stampata, secondo una ricerca personale, sono comparsi in articoli politici negli scorsi 2 giorni il PDL in 147 articoli, il Pd in 108, la Lega Nord 98, IdV 90 e Federazione della Sinistra in 20. Queste stime vanno calcolate per i big in difetto, in quanto non tengono conto di alcuni giornali che non ho potuto analizzare (Il giornale, Libero, Secolo XIX...).
- La mafia. E vorremmo forse credere che in tutto questo la mafia stia a guardare? Eh no, se in partiti politici come PdL, Lega, Idv e Udc sono presenti quadri dirigenti come Cuffaro, Dell'Utri, Calderoli, Damonte...credete forse che quest'ultimi rinunceranno a contattare e farsi aiutare dai loro compagni di merende? No. E le mafie quindi contribuiranno alla vittoria dell'uno o dell'altro. Ovviamente non per il bene del paese.
E concludiamo qui, per non andare oltre. Ma si potrebbe parlare dei voti di scambio, della compravendita dei voti, della propaganda culturale (ben diversa da quella mediatica), e così via.
Analizzando i dati sopra presentati potremmo arrivare a calcolare (forse) le percentuali che usciranno dallo spoglio elettorale. Quello che è sicuro è che Pdl e Pd saranno i maggiori partiti. Punto. E questo badate bene, non per i programmi. I programmi sono una parte marginale di questo discorso, una parte destinata solo a cittadini di nicchia e non schiavi del sistema, cittadini liberi.
In questo scenario purtroppo reale, dobbiamo prendere atto che progetti politici validi e strutturati, con programmi, persone oneste, senza collusioni di alcun genere sono oscurati. Sono fuori dal sistema, fuori da logiche aziendali e mafiose, e quindi fuori dai seggi, fuori dall'amministrazione. Soggetti che potrebbero portare una Rivoluzione in tutti i sensi nel paese, buona politica, un futuro. Questi soggetti, nella mia analisi sono: La Federazione della Sinistra, che ho votato, Sinistra e Libertà, Lista Bonino-Pannella e quelle liste di democrazia attiva come Per il Bene Comune.
La presidente di "Per il Bene Comune", Monia Benini, che ha contribuito alla candidatura nel Lazio di Marzia Marzoli (terza candidata sconosciuta della "Rete dei Cittadini") ha lasciato al blog questa dichiarazione: <<Lo avevamo già visto in occasione delle elezioni politiche del 2008 quando la lista civica nazionale "Per il bene comune" fu oscurata dai media. In queste settimane lo abbiamo vissuto, sempre più sconcertati e preoccupati per il regime che di fatto vige nel nostro Paese, con la Rete dei Cittadini, la lista civica laziale.Giornali, radio e tv si sono rincorse alla caccia delle due candidate Polverini/Bonino - parti complementari di un sistema dannato - omettendo volutamente di attuare la par condicio nei confronti della Rete dei Cittadini e della candidata a Governatore del Lazio, Marzia Marzoli.Ancora prima di questo, siamo stati costretti a trangugiare il "decretino" con il quale gli esclusi, secondo le disposizioni vigenti, dalla competizione elettorale si sono interpretati a proprio comodo la normativa, in modo fosse chiaro a tutti... chi detta legge>>.
Sempre sul tema di quest'articolo, Cosimo Rossi (Federazione della Sinistra) dice: <<A ciascuno il suo. Che la Federazione della Sinistra sia sbattuta fuori dal duopolio RAI-MEDIASET, te lo puoi aspettare, e si spiega con il programma bipartisan che trova sostanzialmente concordi PDL e PD>>
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