Lettera aperta agli italiani di Ettore Trozzi, studente e blogger.
Carissima e carissimo,
ti scrivo dal mio
piccolo, piccolissimo, perché credo che non sia soltanto il momento
di pensare ma, anche, di scrivere e capire se in Italia sia possibile
gridare il nostro malcontento assieme. In questi ultimi anni siamo
sempre stati lasciati e relegati da soli, senza possibilità di
interagire tra di noi e ribellarci a un sistema marcio in ogni sua
componente. Lo hanno fatto perché da soli è più difficile capire
la portata degli eventi ed è quasi impossibile credere di poterli
cambiare. Lo hanno fatto perché possono disporre di (quasi) tutti i
mezzi di comunicazione: televisione, giornali, ecc, e con essi
possono decidere cosa sia importante per te e cosa no.
Quando ti scrivo da alcuni giorni stanno parlando dell'attacco ricevuto da Berlusconi ad opera di Tartaglia. Il dibattito (sigh) politico è incentrato ora sui mandanti morali di questo gesto. I media non parlano d'altro: solidarietà al premier e duro attacco ai mandanti morali che hanno permesso questo gesto. Una corsa frenetica piena di insulti e ipocrisia. Infatti, mi chiedo, da quando i politici italiani sono scandalizzati dagli atti di violenza? Me lo chiedo perché erano in pochi a esprimere solidarietà e giustizia alla famiglia Giuliani il 20 Luglio 2001 quando Carlo fu ucciso (e qui è il caso di dire senza se e senza ma) dalla Polizia. Lo Stato non si scandalizzò, non ci fu la gara al messaggio più solidale, non ci furono file al cimitero da parte di esponenti del Governo. Avvenne l'incontrario: si cercò di cancellare l'accaduto e, attraverso i media, di far desistere quella parte di popolazione che gridava giustizia. E come lui ci sono tanti: i morti sul lavoro, i morti in Piazza Fontana, le aggressioni subite dai migranti, dalle donne, dai più deboli. Ed ogni volta la stessa storia e lo stesso imperativo: cancellare la memoria. Nessuno che era pronto a rilasciare interviste, a lanciare accuse. Nessuno che cercava i mandanti morali e non di queste morti. E sai perché? Semplice e triste: i mandanti erano loro. A Genova in regia di comando per la “sicurezza” c'erano il Presidente della camera Fini, lo stesso che viene creduto baluardo della democrazia, Berlusconi, Claudio Scajola, insomma tutte quelle persone perbene che ora sono “solidarietà senza se e senza ma”. Inutile ricordarvi di come Carlo per i media era un pazzo che provocava, e di come la morte, in fondo, se la sia cercata. In Piazza Fontana sono morti 17 innocenti. E ad oggi, dopo 40 anni, i mandanti della strage, fascisti e politici corrotti, non sono ancora stati assicurati alla giustizia.
Pochi giorni fa a Roma delle donne manifestavano nella giornata contro la violenza sulle donne, quando sono state picchiate dalla Polizia. Alcune manifestanti hanno riportato gravi ferite al volto, molto più gravi della carezza data a Berlusconi. Avete sentito voi i Maroni, i Bossi, i finti oppositori, parlare di atti terroristici, di mandanti, di odio e così via? Io no. Nel loro linguaggio ho sentito soltanto i cazzo, le palle, i padroni a casa nostra, fuori i clandestini, i padania libera. Perché nessuno si scandalizza quando Bossi dice che i “padani devono prendere le armi” e così via?
Forse sono ingenuo ma rimango scandalizzato da tutte queste cose, rimango scandalizzato quando Emilio Fede accusa e offende Paolo Ferrero, segretario Prc, dicendo che lui è la vergogna dell'Italia. Offendendo, un po, tutti quelli che vogliono lottare per un Italia migliore.
Ho un po paura e disgusto a vivere in questa Italia triste. Non vedo un futuro per noi giovani, e non è soltanto un modo di dire. Ci dicono che dobbiamo avere fiducia e ottimismo e poi non fanno nulla per prendere provvedimenti a favore dell'ambiente, del lavoro, della ricerca. Sono consapevoli che quando noi saremo grandi avremo un Italia, un mondo, ormai rovinato. E loro, sulle nostre spalle, potranno aver rovinato tutto senza doverne pagare le conseguenze.
Grazie di avermi letto.
Un abbraccio.
Ottima analisi.. concordo in pieno. Però penso che cambiare le cose sia possibile.. Ognuno di noi, nel suo piccolo, deve fare la propria parte e bisogna fare in modo che "gli altri" (i disonesti, i mafiosi e i criminali) diventino sempre meno, fino a restare una minoranza! Dobbiamo essere noi a schiacchiare loro! Non loro noi! La cosa importante da sapere, e da tener sempre presente, è che non siamo pochi a pensarla così, ma tanti, tantissimi! Solo che loro non lo faranno mai vedere perchè altrimenti noi diventeremmo ancora di più e ancora più forti fino al raggiungimento del nostro obiettivo! Loro sanno che stiamo diventando sempre di più e sempre più forti (vedi il successo del NO B-DAY di Roma) e cominciano ad avere paura tanto che stanno cercando in tutti i modi di ridimensionarci.. uno su tutti il tentativo di censura e di manipolazione della rete a loro vantaggio. Ma se noi riusciremo ad essere uniti e a non cadere nelle loro trappole mediatiche, allora riusciremo a fare qualcosa per il nostro Paese e un giorno anche noi potremmo dire: anch'io c'ero! anch'io ho contribuito a migliorare l'Italia!
Forse sono un pò troppo ottimista.. ma io penso che il nostro futuro ce lo costruiamo noi giorno dopo giorno e uniti possiamo riuscire a estirpare tutti questi approfittatori, criminali e mafiosi!
Scritto da: CasaZelig | mercoledì, 16 dicembre 2009 a 02:57 m.
Un pezzo di, purtroppo, grande verita'. Anche se io ormai, ho superato gli anta e avendo un figlio di 18 anni, mi chiedo quale futuro lo aspetta e la risposta, non e' confortante, proprio per niente, perche' vedi, nel mio caso, essendo disoccupata e con solo un lavoro stagionale, non possiamo garantire l'interezza di due stipendi che fanno la differenza. Vuoi perche'ieri mi dicevano, che avrebbero dovuto mettermi in regola completamente o perche' io avevo un bambino piccolo e vuoi perche' oggi, il lavoro non c'e' per i motivi che tutti stiamo subendo. Andremo avanti a forza di miracoli e mi chiedo: la legge dice che bisogna educare e spronare i figli secondo le loro aspirazioni (piu' o meno cosi') ma se la famiglia, non viene messa in condizioni di poterlo fare, perche' c'e' uno stato che privilegia tutt'altre persone, quale futuro si prospetta per voi giovani? Nero.
Scritto da: monica | mercoledì, 16 dicembre 2009 a 08:39 m.
Finché ci saranno giovani come te che sentono un moto di ribellione morale di fronte a quello che accade sotto i ns occhi,anche per noi anziani e sfiduciati si accende un barlume di speranza.Grazie per questa bellissima lettera,grazie,stamattina mi hai dato una gioia.
Scritto da: giancarlo | mercoledì, 16 dicembre 2009 a 09:02 m.
Ci risiamo, l'abbiamo fatto di nuovo: stiamo parlando del Nulla.
Le facce disperate e indignate dei politici della maggioranza che denunciano il clima di violenza intanto che passa l'ennesima legge vergogna con l'ennesimo ricorso alla fiducia; i politici dell'opposizione fanno eco, con i più temerari che -al massimo- dichiarano una partecipazione dello stesso Berlusconi alla creazione del "clima di violenza", in quanto il fango giornaliero che il premier e i suoi lacchè scagliano su opposizione, magistratura, giornali non omologati, istituzioni, sicuramente possono generare una rabbia estesa nei confronti della sua persona.
Ma dov'è questa rabbia? Possiamo considerare il gesto di Tranfaglia indicativo di una rabbia generale? No, quello di Tranfaglia è un gesto isolato, tutti ormai -anche il suo avvocato- gli danno del matto e lo stesso ha già fatto mea culpa dicendo di non riconoscersi in ciò che ha compiuto.
La rabbia, nonostante le berlusconate, la crisi, la cassaintegrazione, i contratti non rinnovati, l'aumento del divario fra ricchi e poveri col conseguente aumento dei conflitti sociali è ben lungi dall'esplodere. I nostri politici e i loro giornalisti servi sanno un gran bene che non c'è nessun terrore giacobino alle porte, sanno che questa rabbia non è affatto canalizzata come può accadere in una pentola a pressione, ma che si disperderà; essi invitano al piagnisteo, lanciando sermoni sulla responsabilità civile di tutti, dimentaticando che Tranfaglia pagherà per i suoi reati, a differenza della sua vittima.
La pazzia è nei singoli qualcosa di raro, ma nei gruppi, nei partiti, nei popoli e nei tempi è la regola. (Friedrich Nietzsche)
Scritto da: Roberto Crescenti | mercoledì, 16 dicembre 2009 a 09:04 m.
forse con questo nik si apre il mio blog
Scritto da: giancarlo09 | mercoledì, 16 dicembre 2009 a 09:04 m.
Grazie Ettore. Condivido completamente la tua analisi e non solo nei contenuti, peraltro fondamentali e sempre molto importanti, quanto anche nella maniera pacata, eppure lucida, con cui l'hai espressa.
Scritto da: Maria Savino | mercoledì, 16 dicembre 2009 a 10:25 m.
Anch'io ti ringrazio per la tua lucida analisi che accende un barlume di speranza in chi, come me, da anni si batte per un mondo migliore e per una società che metta al centro la dignità della persona umana.
Scritto da: Raffaele Piccoli | mercoledì, 16 dicembre 2009 a 12:26 p.
Caro Ettore Trozzi,sono un ragazzo di diciott'anni e vorrei fare il musicista.So che a te non interessa questo ma volevo solo dirti che sono pienamente d'accordo con te e che dobbiamo riprendere in mano le redini di quest'Italia ormai in balia a sistemi non basati sulla meritocrazia.Spero che nel futuro riusciremo a organizzarci e farci spazio ma per adesso come tu dici è assai difficoltoso.Grazie per la lettera e a presto.
Scritto da: Giacomo | mercoledì, 16 dicembre 2009 a 01:27 p.
condivido in toto il contenuto della lettera. Vorrei solo precisare che è necessario essere ottimisti nonostante tutto il marciume che ci circonda,ma nessuno di noi può esimersi dal fare qualcosa per cercare di cambiare le cose e non limitarsi a dire " gli altri....."(è la caratteristica di noi italiani)
Scritto da: gaetana | mercoledì, 16 dicembre 2009 a 11:47 p.
mi chiamo paolo ed ero a milano domenica, sono rientrato poco prima del fattaccio..
erano anni che non andavo a milano, troppo caos.. ma la possibilità di vedere il san giovanni di leonardo era veramente allettante..
ma sorprendentemente ho trovato un clima natalizio grazie ai mercatini agli artisti di strada e ai bambini.. si i bambini! 10 anni fa ce n'erano pochi invece sembrava di essere in una capitale europea con le famiglie di orientali che sembrano matrioske tutti uguali ma dimensioni diverse.. le bambine africane con i capelli cotonati o treccine i mussulmani con le loro vesti..
una piazza di tutti: duomo e un'albero di natale alto 20 metri natale cristiano e laico insieme, ma la mattina c'è stato il corteo degli alpini che ha congestionato il centro e poi udite udite.. il gazebo della lega contro gli extracomunitari.. A NATALE!!! e il comizio per adesioni ad un partito in piazza duomo.. oltre a internet ci tolgono le piazze che a natale devono essere di tutti.. quelli che con 5 euro arrivano nel centro di milano e magari si mangiano un panino portato da casa..
anch'io sono esterefatto dei discorsi che fanno.. è un gesto di uno psicopatico, anch'io ho più di 40 anni sono in cura da uno psicologo e a una persona che mi aveva rotto le palle le ho tirato dietro un'oggetto.. credo sia capitato anche a voi.. di mancarlo!!
quando uno va in europa e parla del capo dello stato come un cospiratore comunista al rientro in patria dovrebbe errere messo in galera.. è sempre un'ingiuria a pubblico ufficiale, e a quello che mi risulta si sta fermi una notte in cella.. o vale solo per i comuni mortali?
Scritto da: piolo62 | giovedì, 17 dicembre 2009 a 09:27 m.