Tra pochi giorni ci sarà il summit sui cambiamenti climatici, in cui, nell'onda del summit di Tokio, si prenderanno delle non-decisioni. Tanto poi i responsabili dei cosiddetti paesi industrializzati; Cina e America in testa, non le rispetteranno.
Per questo motivo propongo il riassunto di questa intervista di Zeit. La traduzione è cura mia.
"Il peggio è la sanilizzazione"
Ferdauser Rahman è a capo dell'organizzazione Prodipan che in Bangladesh cerca di migliorare la situzione delle famiglie povere. Circa 600 lavoratori sostegono dei villaggi più poveri del Bangladesh e soprattutto quelli del Sundarbans, le aree di magrovie lungo le coste meridionali. Nel costruire una migliore assistenza sociale, però, è sempre più importante trovare una soluzione ai cambiamenti climatici.
Zeit online: Signor Rahman, il Bangladesh è uno dei punti più colpiti dal cambiamento climatico. In un Paese che subisce moltissime inondazioni e in cui il livello del mare si alza giorno dopo giorno. Pensa che molti suoi concittadini sceglieranno la via dell'emigrazione?
Signor Rahman: E con quali soldi se ne dovrebbero andare? E dove dovrebbero andare? In Myanmar o in India? I paesi a noi vicini hanno già abbastanza problemi. Vi ricordate il ciclone Nargis in Myanmar, dello scorso anno, che è costato alla popolazione civile ben 100.000 morti? Dobbiamo ora pensare al nostro futuro e risolvere il grosso problema dei cambiamenti climatici, almeno per sopravvivere per i prossimi anni.
Zeit online: Quali sono i più grossi problemi?
Signor Rahman: Il problema peggiore è la salinizzazione. Quindici anni fa c'era l'acqua salmastra fino a 15 chilometri verso l'interno del Paese, intanto, il sale aumentava nei fiumi. Questo ha conseguenze disastrose per la produzione alimentare. La popolazione pianta la Jutta e il Riso, ma con questa salizzazione causata dal cambiamento climatico le coltivazioni di queste piante non è più possibile. Inoltre questo fenomeno è stato alimentato dalle sementi ogm fornite ai piccoli agricoltori dalle multinazionali, che non fanno che indebolire il terreno.
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