Capita di dover scrivere
un articolo su una persona morta. I più frequenti di questi casi
sono gli incidenti, che accadono ad un ritmo davvero pauroso. Oggi
alle 14.30 ad Azzano San Paolo, un paesino nell'hinterland
bergamasco, una ragazza di 24 anni ha perso la vita. Era su una punto
grigia quando, forse per un sopparso spericolato, o forse per una
precedenza non rispettata, è stata schiacciata nella sua macchina da
un corriere espresso Bartolini. Un testimone della ditta Lazzarini
sostiene che <<la ragazza subito dopo l'incidente era ancora
viva, muoveva convulsamente le labbra e le sopracciglia. Poi, quando
sono arrivati i soccorsi, i volontari della CRI hanno fatto segno che
ormai non c'era nulla da fare. Quindi le hanno messo un lenzuolo per
coprirla>>. La ragazza sichiamava Leidy Sirley Vasquez
Hernandez, era boliviana ma viveva a Mesate (Mi) e aveva soltanto 24
anni. La storia di questa notizia potrebbe finire qui, magari la si
potrebbe farcire con quale altra testimonianza o così via. Eppure
vorrei farvi addentrare nel dramma di questa morte, una morte come
tante. Leidy era sicuramente una ragazza come tante; aveva il suo
account Facebook, il cellulare, usciva con gli amici il Sabato sera,
aveva il ragazzo. Non so, è strano e sarà strano per tutti quelli
che la conoscevano sapere della sua morte, sapere che quella persona
non esisterà più nella vita di tutti i giorni. Oggi, forse, se ne
parlerà un po sui giornali locali ma da domani sarà tutto
dimenticato. Domani ci saranno altre notizie di cronaca nera, altri
incidenti. E nessuno si inizierà a domandare il perché, nessuno
inizierà un po in silenzio a riflettere.
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