Per il Bene Comune, una lista civica
nazionale, ha adertito al nostro Comitato NoRonde e alla petizione
che abbiamo lanciato circa due settimane fa. Per l'occasione PBC ha
scritto un comunicato che mi è stato inviato da Andrea Palmara con
questa nota:
Questo è il testo:
A parte la resa evidente dello Stato nei confronti della malavita, altrimenti non si spiegherebbe il ricorso a cittadini inermi e inesperti, la norma sembra fatta apposta per legittimare le già esistenti “Ronde padane” e porge la guancia alla nascente “Guardia Nazionale Italiana” di cui si è tanto parlato in tv questa settimana.
Molti si preoccupano per questo evento. I ricorsi storici, l'indifferenza della pubblica opinione, il crescente bisogno di sicurezza della popolazione strumentalizzato a fini populistici sono indubbiamente ottime ragioni per preoccuparsi. Eppure se guardiamo obiettivamente questo episodio resta l'impressione che si tratti di una banda di nostalgici in parata folkloristica.
Il fascismo di quello stampo, il fascismo delle marcette e dell'olio di ricino, delle canzoni razziste e del saluto romano, è lontano anni luce dal vero volto del regime di oggi.
Il ventennio, nei modi e nei costumi, è ingenuo e rozzo rispetto al Potere attuale, preparato dal punto di vista comunicativo e sociologico, che si muove tra alta finanza e collusioni mafiose, tra poteri forti e appoggi internazionali.
L'Italia nel suo complesso ha una carenza di democrazia molto più grave di quella che si potrebbe dedurre da questi episodi: il suo popolo giace in un sonno profondo, in un coma farmacologico indotto, ed intorno a questo popolo addormentato il Regime si è già formato, ha già preso il potere, si è già sedimentato negli animi, senza bisogno di marce su Roma o di squadrismi vecchio stampo.
Come spiegava Pasolini già nel '73, nessun centralismo fascista è riuscito a fare ciò che ha fatto il centralismo della civiltà dei consumi. Il fascismo proponeva un modello, reazionario e monumentale, che però restava lettera morta. Le varie culture particolari (contadine, sottoproletarie, operaie) continuavano imperturbabili a uniformarsi ai loro antichi modelli: la repressione si limitava ad ottenere la loro adesione a parole.
Oggi, al contrario, l'adesione ai modelli imposti dal Centro è totale e incondizionata. […]
Per mezzo della televisione, il Centro ha assimilato a sé l'intero paese, che era così storicamente differenziato e ricco di culture originali. Ha cominciato un'opera di omologazione distruttrice di ogni autenticità e concretezza. […]
Non c'è dubbio (lo si vede dai risultati) che la televisione sia autoritaria e repressiva come mai nessun mezzo di informazione al mondo. Il giornale fascista e le scritte sui cascinali di slogans mussoliniani fanno ridere: come (con dolore) l'aratro rispetto a un trattore.
Il fascismo, voglio ripeterlo, non è stato sostanzialmente in grado nemmeno di scalfire l'anima del popolo italiano: il nuovo fascismo, attraverso i nuovi mezzi di comunicazione e di informazione non solo l'ha scalfita, ma l'ha lacerata, violata, bruttata per sempre...
Resta l'innegabile verità di questa profezia, contro cui il Bene Comune lotta tra mille difficoltà, e resta l'amarezza di una ronda fascista fatta quasi per gioco e di cui il Regime non ha bisogno, perché il coma che attanaglia il Paese rende superflua qualsiasi repressione: in Italia non c'è nulla da reprimere
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