Molti
non lo sanno, ma il voto dei migranti italiani all'estero è in serio
pericolo, anzi direi quasi che sia spacciato. La politica del governo,
infatti, è stata quella di renderlo difficile. Perché? Semplice, i voti
italiani all'estero sono del 75% del centro-sinistra e della sinistra
radicale. Ora vi spiego come viene reso difficile il voto dei migranti.
Visto che i migranti italiani sono sparsi nel territorio straniero, il governo diminuisce i seggi aumentandone l'elettorato per ognuno di essi: da 1500 a 3000.
- Per andare a votare, moltissimi cittadini dovranno quindi compiere viaggi di
decine o centinaia di km. Esempi, Belgio: Turnhout-Bruxelles 200 km A/R -
Germania, Sieburg-Bonn 40 km A/R; Repubblica Ceca: Alta Moravia-Brno 400
km A/R. Il caso più eclatante quello di Bonn: 2 seggi (da uno nelle precedenti
tornate elettorali) eliminando quello presente a Sieburg dove risiedono più
connazionali di Bonn! - Adotta una norma apposita che vieta la pubblicità elettorale nei consolati (prima
invece era permesso). - I connazionali non sono stati avvertiti sulle modalità di voto.
- Onde ingenerare confusione, i comuni italiani hanno inviato le cartoline per
recarsi alle urne in Italia a tutti i connazionali. - Il Ministero degli Interni ha inviato solo il 27 maggio ai Consolati la lista degli
elettori. - Partiti da Roma, con troppo ritardo, molti certificati elettorali non arriveranno in
tempo (dovrebbero arrivare entro il 2 giugno; son partiti da Roma tra il 27 e il
28 maggio).
Del
resto Berlusconi sta facendo innumerevoli cose contro i migranti
all'estero: chiude i consolati, riduce di 2/3 i fondi per i migranti e
ora non ci permette di votare.Per chiedergli un intervento dobbiamo
forse ricordargli che anche tra le migranti italiane all'estero ci sono
bellissime minorenni?
(Post
scritto prendendo spunto dal comunicato della Lista comunista e
anticapitalista dell'Europa, al quale ho partecipato anche io, visionabile qui)
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