In fondo è bastato poco. Mi sono alzato ed ero molto stanco, come al solito. Poi ho iniziato il volontariato: e lì è bello vedere come alcune persone ti aspettano, e quando arrivi alla mattina ti corrono, letteralmente, incontro. Soprattutto una signora, si chiama Jutta, e lì ogni mattina, di fronte al laboratorio dove lavoro e mi saluta sempre felice. Oggi sono andato con lei a cercare il mangime per un piccolo cerbiatto di nome Schnuppi. Qui mi sono reso conto che sono utile, che provoco un po' di felicità al prossimo, non è ciò forse bellissimo?
Poi, aiuto un po tutti gli ospiti del manicomio dove lavoro a passare la giornata e ad allenarsi la mente.
Alle 14.15 finisco, aspetto un po in camera mia e mezz'ora dopo eccomi sul treno che mi porta a Linz. Vado prima in biblioteca: prendo tre libri in tedesco (Il piccolo principe e altre due storie semplici semplici...) e mi sento...tanto bambino dentro! Leggo le favole dei bimbi, perché gli altri libri sono troppo difficili. Ma è uno spasso! Il mondo è più colorito, semplice, genuino e felice con queste storie a lieto fine, dove ci sono si draghi e mostri ma alla fine diventano tutti buoni.
Vado quindi al corso di tedesco con un sorriso a duecentottanta denti. Lì parlo, imparo, come i bambini nelle scuole elementari. Mi diverto, scambio battute e alla fine credo di poter fare amicizia con un ragazzo argentino, una mamma cilena e con la figlia. Assieme a loro percorro parte del tragitto che mi porta alla stazione.
Sul treno mangio dell'insalata, chiamo la mia fidanzata e le dico che l'amo.
Arrivato di nuovo a casa sono euforico e vorrei ascoltare "Sì, viaggiare" di Lucio Battisti, ma quella canzone non la ho. Rimedio con la Banda Bassotti ascoltando il rifacimento di "Una giornata uggiosa" e "Manifesto".
Adesso ragiono, ma cosa ha di speciale questa giornata? Nulla eppure nella sua semplicità tutto!!
* P.S. Vi lascio con questa citazione che ho trovato nel libro "La voce delle onde" (Yukio Mishima, Universale Economica Feltrinelli):
La mia anima dolente
Voli sul mare capricciosamente, capricciosamente
Su ali agitate e inquiete
( attribuita a Verlaine)
Ultimi commenti