In quei dieci giorni un numero tra le trenta e le quaranta ragazze si sono recate direttamente nel parco della villa di Arcore, per quale motivo? Per essere lanciate nel mondo dello spettacolo, della politica o della prostituzione?
Vivevano in Bungalow, a gruppi di quattro. Ricevevano le visite di Berlusconi, presubilmente ci pranzavano e cenavano assieme, e il resto dell'Italia andava piano piano allo sfascio, con la crisi e i suoi licenziamenti. Cose dell'altro mondo, direbbero all'estero (e come dicono qui in Austria).
Leggendo l'intervista trovo un altro particolare molto triste: Berlusconi, stando sempre alle parole di Flaminio, è un bugiardo. Il presidente del consiglio non racconta la verità sulla storia con Noemi (e quindi di conseguenza, chi ci assicura che la racconta quando amministra la cosa pubblica?). Infatti Flaminio dice: << I genitori di Noemi non c'entrano niente. Il legame era proprio con
lei. È nato tra Berlusconi e Noemi. Mai Noemi mi ha detto che lui, papi
Silvio parlava di politica con suo padre, Elio. Non mi risulta proprio.
Mai, assolutamente. Vi dico come è cominciata questa storia e dovete
sapere che almeno per l'inizio - perché poi quattro, cinque volte ho
ascoltato anch'io le telefonate - vi dirò quel che mi ha raccontato
Noemi. Il rapporto tra Noemi e il presidente comincia più o meno
intorno all'ottobre 2008. Noemi mi ha raccontato di aver fatto alcune
foto per un "book" di moda. Lo aveva consegnato a un'agenzia romana,
importante - no, il nome non me lo ricordo - di quelle che fanno
lavorare le modelle, le ballerine, insomma le agenzie a cui si devono
rivolgere le ragazze che vogliono fare spettacolo. Noemi mi dice che,
in quell'agenzia di Roma, va Emilio Fede e si porta via questi "book",
mica soltanto quello di Noemi. Non lo so, forse gli servono per i
casting delle meteorine. Il fatto è - ripeto, è quello che mi dice
Noemi - che, proprio quel giorno, Emilio Fede è a pranzo o a cena - non
me lo ricordo - da Berlusconi. Finisce che Fede dimentica quelle foto
sul tavolo del presidente. È così che Berlusconi chiama Noemi. Quattro,
cinque mesi dopo che il "book" era nelle mani dell'agenzia, dice Noemi.
È stato un miracolo, dico sempre. Dunque, dice Noemi che Berlusconi la
chiama al telefono. Proprio lui, direttamente. Nessuna segretaria.
Nessun centralino. Lui, direttamente. Era pomeriggio, le cinque o le
sei del pomeriggio, Noemi stava studiando. Berlusconi le dice che ha
visto le foto; le dice che è stato colpito dal suo "viso angelico",
dalla sua "purezza"; le dice che deve conservarsi così com'è, "pura".
Questa fu la prima telefonata, io non c'ero e vi sto dicendo quel che
poi mi riferì Noemi, ma le credo. Le cose andarono così perché in altre
occasioni io c'ero e Noemi, così per gioco o per convincermi che
davvero parlava con Berlusconi, m'allungava il cellulare all'orecchio e
anch'io sentii dalla sua voce quella cosa della "purezza", della
"faccia d'angelo". E poi, una volta, ha aggiunto un'altra cosa del
tipo: "Sei una ragazza divina">>. Tutto questo smentisce, ovviammente e clamorosamente, tutto quello che è stato dichiarato dal premier (ovvero il papà di Noemi era un amico socialista e bla bla). Mi chiedo con quale pudore ci si possa far governare da un essere basso (non solo di statura) come lo è Berlusconi. Un corruttore, un donnaiolo adescatore, un venduto al capitalismo e ai padroni.
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